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Leva finanziaria: definizione

La leva finanziaria determina l'esposizione che un trader può assumere rispetto al capitale nominale del conto. Presso le prop firm varia da 1:10 a 1:100 a seconda degli strumenti e dei programmi, e ha solo un legame indiretto con il rischio reale.

È un argomento commerciale frequente, e uno dei meno pertinenti per scegliere una prop firm.

Che cosa misura davvero

Una leva di 1:100 su un conto da 100.000 $ consente un’esposizione teorica di 10 milioni. Questa cifra non ha alcun senso pratico: molto prima di avvicinarti a quel limite, il tuo drawdown massimo sarebbe consumato dal minimo movimento sfavorevole.

Il vincolo che ti limita davvero non è mai la leva. È il drawdown. Su un conto da 100.000 $ con una perdita massima del 10%, disponi di 10.000 $ di margine di errore, ed è questa cifra a determinare la dimensione delle tue posizioni, qualunque sia la leva esposta.

Quando conta

La leva diventa un vincolo reale solo in due casi.

Sui conti piccoli, una leva bassa può impedire di aprire una posizione di dimensione sufficiente perché il trade abbia un senso economico.

Su alcuni strumenti specifici, come azioni e cripto, la leva è spesso molto più bassa che sul forex, a volte 1:2. Una strategia pensata per il forex non si trasferisce quindi tale e quale.

La variazione per programma

Diverse firm modulano la leva in base al tipo di conto: alta sui percorsi classici, ridotta sui programmi a drawdown stretto o sui conti swing. Questa riduzione non è una penalità ma una questione di coerenza: un drawdown del 6% con una leva di 1:100 verrebbe consumato in pochi minuti.

L’abitudine da prendere

Non confrontare le firm in base alla leva. Confrontale in base al rapporto tra l’obiettivo di profitto richiesto e il drawdown consentito: è questo rapporto a misurare la difficoltà reale del percorso.

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