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Scaling plan: definizione

Lo scaling plan è il meccanismo con cui una prop firm aumenta il capitale allocato a un trader costante. La progressione scatta dopo un certo numero di cicli redditizi o di prelievi riusciti, e a volte è accompagnata da un profit split più alto.

Scale mobili di una stazione, inquadratura simmetrica

È il meccanismo che distingue un conto finanziato da una fonte di reddito duratura.

Come scatta

Le condizioni variano, ma dominano due modelli. Il primo si basa sulla performance cumulata: raggiungere un guadagno del 10% sul conto fa scattare un aumento del capitale, spesso dal 25 al 50%. Il secondo si basa sulla costanza: un numero definito di prelievi riusciti, o di mesi consecutivi in profitto, apre il livello successivo.

La progressione è spesso accompagnata da un miglioramento del profit split, che passa per esempio dall’80 al 90% nel corso dei livelli.

Perché conta

A parità di split, un trader capace di produrre il 3% al mese guadagna meccanicamente tre volte di più su un conto da 300.000 $ che su un conto da 100.000 $. Lo scaling è quindi l’unica leva che permette di far crescere un reddito senza migliorare la propria performance.

È anche ciò che distingue le firm costruite per durare da quelle che vivono delle fee di valutazione: allocare più capitale a un trader profittevole ha senso solo se la firm guadagna davvero sulla sua performance.

I limiti da leggere

Due tetti inquadrano qualsiasi scaling plan: l’allocazione massima per conto e il numero di conti cumulabili. Alcune firm annunciano allocazioni molto elevate raggiungibili solo sommando più conti: non è la stessa cosa che fare trading su un’unica dimensione.

Verifica infine se il drawdown segue la crescita del capitale o resta calcolato sull’importo iniziale: la risposta cambia completamente il margine di manovra ai livelli superiori.

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