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Costo rimborsabile: definizione

Un costo rimborsabile viene restituito al trader con il suo primo payout, azzerando il costo di una valutazione superata. Il rimborso non copre quasi mai i reset né i costi di attivazione.

Monete in euro viste da molto vicino

È un argomento commerciale forte, e reale, a condizione di capire esattamente che cosa copre.

Il meccanismo

Il rimborso avviene al primo prelievo, non al superamento del challenge. Viene aggiunto all’importo versato, il che azzera il costo netto di una valutazione superata al primo tentativo.

Due condizioni accompagnano quasi sempre la clausola: raggiungere l’importo minimo di prelievo e rispettare tutte le regole fino a quel momento. Un conto chiuso per breach prima del primo payout non dà diritto ad alcun rimborso.

Che cosa il rimborso non copre

Tre esclusioni ricorrono sistematicamente.

I reset non vengono quasi mai rimborsati: riguarda solo l’acquisto iniziale. Un trader che ha fallito due volte prima di superare la valutazione recupera il prezzo di un challenge, non quello di tre.

I costi di attivazione, quando esistono, restano a carico del trader.

Le opzioni a pagamento (estensione del conto, add-on per il trading sulle notizie, riduzione del ciclo di payout) sono escluse dal rimborso.

Il compromesso economico

Il rimborso cambia la classifica delle firm per prezzo, ma in una direzione precisa.

Una firm cara con rimborso diventa più conveniente di una firm economica senza rimborso se superi la valutazione al primo tentativo.

Il rapporto si inverte non appena fallisci una o due volte: i reset non rimborsati si accumulano, mentre la firm economica resta a un prezzo d’ingresso basso.

Il calcolo utile consiste quindi nello stimare onestamente il numero di tentativi di cui avrai probabilmente bisogno. A un trader sicuro di sé conviene il rimborso; a un trader che scopre il formato conviene piuttosto un prezzo d’ingresso e un reset bassi.

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