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KYC: definizione

Il KYC indica la verifica dell'identità richiesta prima del primo pagamento. Presso le prop firm avviene al momento del primo prelievo, e non all'acquisto del challenge.

Mano che firma un contratto con una penna stilografica

L’acronimo sta per Know Your Customer. Presso le prop firm, la sua tempistica ribalta la logica abituale e crea il rischio più costoso dell’intero percorso.

La tempistica ribaltata

Acquisti un challenge senza alcuna verifica. Fai trading, lo superi, ottieni un conto finanziato: sempre senza verifica.

È solo alla tua prima richiesta di prelievo che la firm chiede un documento d’identità, un certificato di residenza risalente a meno di tre mesi e, a volte, un selfie di verifica.

Un trader residente in un paese escluso può quindi scoprire il problema dopo aver pagato, fatto trading e superato la valutazione. Le condizioni generali prevedono raramente un rimborso in questa situazione: essendo stato erogato il servizio, la firm ritiene di aver adempiuto al proprio impegno.

I motivi di rifiuto

Quattro ricorrono regolarmente.

Il paese di residenza compare nell’elenco delle giurisdizioni escluse.

L’incoerenza tra le informazioni dichiarate all’iscrizione e i documenti forniti: un indirizzo diverso, un nome scritto in modo errato.

L’età minima non raggiunta, generalmente 18 anni.

Un conto già esistente con la stessa identità, quando la firm limita il numero di conti per persona.

L’abitudine da prendere

Prima di acquistare, verifica tre cose: che il tuo paese non compaia nell’elenco delle restrizioni, che tu disponga di un certificato di residenza recente a tuo nome, e che l’indirizzo che dichiarerai sia effettivamente quello che potrai documentare.

Queste tre verifiche richiedono pochi minuti ed evitano lo scenario più frustrante del settore: un percorso portato a termine e un pagamento bloccato per un motivo amministrativo conoscibile in anticipo.

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