La differenza sta nel punto di riferimento. Un drawdown statico si calcola dal saldo iniziale e non si muove mai: la linea di perdita massima viene fissata il primo giorno e resta identica, che il conto guadagni o perda. Un trailing drawdown segue i guadagni verso l’alto: ogni nuovo massimo alza la linea, quindi un conto che ha guadagnato e poi restituito i guadagni può essere liquidato mentre mostra ancora un profitto. Tra i due, la variante più diffusa segue i massimi solo a fine giornata. È la regola che elimina più trader, e quasi sempre perché il modello acquistato non era quello che credevano.
Tre modelli, tre modi di calcolare la stessa cosa
Statico: la linea non si muove mai
La soglia viene fissata una volta, a partire dal saldo iniziale. Su un conto da 100.000 con un drawdown totale del 10%, la soglia minima è a 90.000 e resta lì. Che l’equity salga a 112.000 o scenda a 94.000, la linea di liquidazione è la stessa. Ogni euro guadagnato diventa un cuscinetto permanente: dopo 8.000 di profitto realizzato, il trader dispone di 22.000 di margine di errore invece di 10.000.
È il modello più leggibile e di gran lunga il più confortevole. Si trova soprattutto sui conti finanziati, su una parte dell’offerta futures e su alcuni livelli di scaling. Nelle fasi di valutazione è nettamente meno diffuso.
Trailing sul balance, ricalcolato a fine giornata
La soglia minima segue il saldo di chiusura più alto. Finché il conto ristagna o perde, nulla cambia; non appena una giornata si chiude su un nuovo massimo di balance, la linea sale dello stesso importo. Sul conto da 100.000: una giornata chiusa a 103.000 porta la soglia da 90.000 a 93.000. Una giornata successiva a 101.000 non la riabbassa: il meccanismo è un cricchetto, funziona in un solo senso.
Questo modello non sanziona i profitti latenti, ma solo i guadagni incassati e poi restituiti. Resta impegnativo a fine challenge, quando il conto è salito molto e la soglia lo ha seguito.
Trailing intraday sull’equity
Stessa logica, ma il riferimento è il massimo di equity raggiunto in sessione, posizioni aperte comprese. Un trade che sale a +4.000 di latente e poi torna a zero ha alzato la soglia di 4.000. Il trader non ha guadagnato nulla e ha perso 4.000 di margine di errore, in modo definitivo.
È la variante più punitiva. È anche quella che la maggior parte dei trader scopre a posteriori, constatando che il conto è stato chiuso mentre il saldo era ancora positivo.
Lo stesso scenario, tre esiti
Conto da 100.000, drawdown massimo del 10%. Lunedì, una posizione sale a +4.000 di profitto latente e poi si gira; il trader chiude a +500 e termina la giornata a 100.500. Nei giorni successivi, una serie di perdite riporta il conto a 95.000.
- Statico: soglia sempre a 90.000. Margine residuo: 5.000.
- Trailing end-of-day sul balance: il massimo di chiusura è 100.500, quindi soglia a 90.500. Margine residuo: 4.500.
- Trailing intraday sull’equity: il picco di 104.000 ha alzato la soglia a 94.000. Margine residuo: 1.000.
Il trade di lunedì è costato 3.500 di margine nel terzo caso per un guadagno realizzato di 500. Il trader non ha commesso alcun errore visibile, non ha nemmeno perso denaro sull’operazione, e chiude la settimana a una sola perdita pari al suo obiettivo giornaliero dalla liquidazione.
Il punto di congelamento, la clausola che cambia tutto
Un trailing non sale necessariamente all’infinito. Esistono tre configurazioni, e lo scarto tra di esse è più importante dello scarto tra l’8% e il 10% di drawdown.
- Trailing permanente: la linea segue i massimi per tutta la vita del conto. Il trader non costruisce mai un cuscinetto. È la configurazione più dura.
- Congelamento al saldo iniziale: la linea sale fino a raggiungere il capitale di partenza, poi si blocca. Su 100.000 con il 10%, la soglia sale da 90.000 a 100.000 e poi si ferma. Da quel momento, la firm non può più perdere denaro sul conto e il trader lavora sui propri guadagni.
- Congelamento al saldo iniziale più un margine: la linea si blocca leggermente al di sopra del capitale affidato, per lasciare un cuscinetto alla firm.
Due offerte che annunciano entrambe «10% di trailing drawdown» possono quindi essere prodotti molto diversi. Il punto di congelamento compare raramente nella pagina dei prezzi; si trova nel regolamento, a volte in una FAQ.
Il drawdown giornaliero, secondo punto di riferimento
Quasi tutti i conti sovrappongono al drawdown totale un limite giornaliero, spesso dell’ordine del 4-6%. Ha un proprio punto di riferimento: balance di inizio giornata, equity di inizio giornata, o il più alto dei due. La sfumatura conta: un trader che inizia la sessione con 3.000 di latente negativo in portafoglio parte già penalizzato se la misura si basa sull’equity.
I due limiti si sommano, ed è sempre il più vicino a liquidare. Su un conto trailing molto avanzato, il limite totale può essere più vincolante del limite giornaliero, l’opposto di quanto suggerisce l’intuizione.
Che cosa fa scattare davvero la violazione
Diversi dettagli tecnici trasformano un modello sulla carta in una regola vissuta.
- Equity o balance come misura di controllo. Una firm che monitora l’equity liquida chiude le posizioni non appena la linea viene toccata in sessione, anche su una spike di pochi secondi. Una firm che controlla il balance di chiusura ignora questo picco. Lo stesso trade è fatale presso l’una, neutro presso l’altra.
- Costi inclusi nel calcolo. Commissioni, swap notturni, finanziamento del weekend riducono l’equity e contano quasi sempre. Una posizione swing mantenuta per una settimana consuma margine senza il minimo movimento di prezzo sfavorevole.
- Ora del cambio giornaliero. L’«end of day» è un orario del server, spesso le 17:00 di New York, a volte la mezzanotte dell’Europa centrale. Una posizione a cavallo di quest’ora viene valutata in quel preciso istante.
- Allargamento degli spread. Alla riapertura della domenica sera e attorno ad alcune chiusure, l’equity può crollare brevemente per un semplice allargamento. Con un controllo in tempo reale, basta questo.
- Liquidazione automatica o constatazione a posteriori. Alcune firm chiudono lato server, altre constatano la violazione durante una revisione manuale: questo significa che un conto può essere invalidato diversi giorni dopo il trade incriminato, anche dopo una richiesta di payout.
Gestire un conto in trailing
La regola pratica sta in una frase: non dimensionare mai un rischio in percentuale del saldo, ma in percentuale della distanza dalla soglia minima.
Ne derivano alcuni riflessi.
- Ricalcolare ogni mattina il margine reale: equity attuale meno soglia corrente. È l’unica cifra che conta, e non sempre compare nella dashboard.
- Convertire i guadagni latenti. Nel trailing intraday, un profitto latente non incassato è una riduzione di margine già pagata. Prendere dei parziali trasforma un costo subito in un attivo conservato.
- Evitare i setup con forte escursione intra-trade all’avvio del conto, quando il margine è più sottile e la soglia più vicina.
- Diffidare delle serie vincenti. Il momento più pericoloso di un conto trailing non è la prima perdita, ma la prima perdita dopo un picco: il margine si è sciolto senza che il saldo lo mostri.
- Nel trailing end-of-day, lasciare aperta una posizione vincente al momento del cambio giornaliero evita di alzare la soglia, ma espone al gap. Non è una scelta gratuita, solo uno spostamento del rischio.
Le domande da porre prima di acquistare
- Il drawdown è statico, trailing end-of-day o trailing intraday? Il termine «relativo» non basta, perché comprende gli ultimi due.
- Su che cosa si basa il calcolo: balance o equity?
- A che ora del server si chiude la giornata?
- Il trailing si congela, e a quale livello?
- Il modello cambia tra la fase 1, la fase 2 e il conto finanziato? Succede spesso, ed è raramente messo in evidenza.
- Il drawdown giornaliero si calcola sul balance o sull’equity di inizio giornata?
Se la pagina delle regole non risponde chiaramente a queste sei domande, è già un’informazione sulla firm.
Che cosa dice il modello sul prodotto
Un drawdown statico costa caro alla firm: lascia che il trader accumuli un cuscinetto che non recupererà. Un trailing intraday non congelato permette invece di mostrare quote basse e un profit split elevato mantenendo un tasso di fallimento meccanicamente superiore. Il prezzo esposto non è quindi confrontabile da un’offerta all’altra senza guardare questo parametro: due challenge allo stesso prezzo possono avere probabilità di successo molto diverse per esattamente la stessa strategia.
Gli operatori più noti del settore (FTMO, FundedNext o The5ers, tra gli altri) pubblicano tutti il proprio modello nelle regole. Leggere questa sezione richiede dieci minuti; ignorarla costa il prezzo del challenge, e spesso anche quello del successivo.
Firm citate in questo articolo
- Prezzo d'ingresso
- 79 €
- Profit split
- 90 %
- Dimensioni del conto
- 200 K
- Prezzo d'ingresso
- 39 USD
- Profit split
- 100 %
- Dimensioni del conto
- 250 K
- Prezzo d'ingresso
- 59,99 USD
- Profit split
- 95 %
- Dimensioni del conto
- 200 K
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Anzianità, entità giuridica, tipo di drawdown, storico dei payout: ogni dato è rilevato sul sito ufficiale della firm, con la relativa data.
Apri il comparatoreDomande frequenti
Qual è la differenza tra drawdown statico e trailing drawdown?
Il trailing smette prima o poi di salire?
Perché il trailing intraday è considerato il più difficile?
Come sapere quale modello applica una firm?
Come adattare la dimensione della posizione su un conto trailing?
Informazioni sull'autore
Camille BerthierCamille Berthier è la firma editoriale con cui Top Prop Firm pubblica le sue analisi e le sue recensioni di prop firm. Non è una persona fisica: è il nome dato a un'unica linea editoriale, applicata all'intero sito perché il lettore ritrovi gli stessi criteri, lo stesso vocabolario e lo stesso rigore da un articolo all'altro. Ogni contenuto firmato con questo nome segue la stessa regola: nessuna cifra che non provenga dalle schede dati verificate, nessuna raccomandazione influenzata da un rapporto commerciale, nessun dato colmato con una stima quando la verifica non è andata a buon fine.
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