Vai al contenuto principale

Guide

Che cos'è una prop firm e come funziona?

Una prop firm finanzia trader dopo una valutazione a pagamento. Funzionamento del challenge, conto simulato, profit split, rischi: la guida completa.

Camille Berthier Firma editoriale di Top Prop Firm 6 min di lettura Condividi
Schermi che mostrano grafici dei prezzi e book di ordini

Una prop firm (proprietary trading firm) è una società che dà a trader indipendenti l’accesso a un capitale di trading, in cambio di una quota dei profitti realizzati. Nel modello online oggi dominante, questo accesso si paga: acquisti una valutazione chiamata challenge, in cui bisogna raggiungere un obiettivo di profitto senza superare rigidi limiti di perdita. In caso di successo, la firm apre un conto finanziato e ti riversa la maggior parte dei guadagni, per lo più dall’80 al 90% a seconda del profit split. In caso di fallimento, perdi la quota pagata, niente di più: nessun capitale personale è esposto ai mercati.

Due industrie dietro la stessa parola

Il termine copre due realtà che non hanno quasi nulla in comune. Le storiche società di trading per conto proprio operano sui mercati con il proprio bilancio, assumono trader dipendenti al termine di un processo di selezione rigoroso e non fanno pagare nulla ai candidati. Si entra con un colloquio, non con un pagamento, e si opera su un’infrastruttura istituzionale.

Il secondo mondo è quello delle prop firm retail online, apparse nella seconda metà degli anni 2010 e diventate un settore a tutti gli effetti. Qui nessuno legge il tuo CV: la selezione si basa unicamente su una performance misurata in un ambiente vincolato, e questa misura è a pagamento. Operatori come FTMO o The5ers hanno reso popolare il formato, oggi declinato da diverse centinaia di società. È questo il modello descritto di seguito, ed è quello a cui si riferisce la quasi totalità delle ricerche sull’argomento.

Che cosa acquisti esattamente

Un challenge non è né un investimento, né un prestito, né un deposito. Nessun capitale ti viene trasferito in alcun momento. Acquisti un servizio in due tempi: una valutazione del tuo trading sotto vincoli e poi, se la superi, un contratto che ti dà diritto a una frazione dei profitti generati su un conto fornito dalla firm.

La distinzione ha conseguenze pratiche. La quota non è recuperabile di diritto: molte firm la rimborsano con il primo payout, ma si tratta di una clausola commerciale, revocabile, non di una garanzia legale. Non possiedi il conto e non puoi mai prelevarne il «capitale», solo i profitti. E il tuo diritto a essere pagato è un credito verso una società commerciale: vale esattamente quanto vale la solidità di quella società.

Il percorso tipo, passo dopo passo

La valutazione

La fase 1 richiede generalmente un guadagno dell’8-10% del capitale nominale, senza superare una perdita giornaliera dell’ordine del 4-5% né una perdita totale che, a seconda della firm, va dal 5 al 12%. A questo si aggiunge spesso un numero minimo di giorni di trading, pensato per escludere il trader che raggiunge l’obiettivo con un’unica posizione sovradimensionata.

I formati in due fasi aggiungono una fase 2 con un obiettivo ridotto, spesso la metà del primo, e gli stessi limiti di perdita. L’intento dichiarato è verificare che la performance non sia stata un colpo di fortuna. I limiti di tempo, a lungo fissati a 30 e poi a 60 giorni, sono in gran parte scomparsi presso gli operatori più recenti, sostituiti da requisiti di attività minima.

Il conto finanziato

Una volta superata la valutazione, l’obiettivo di profitto scompare ma i limiti di perdita restano, a volte più severi. Il conto funziona per cicli: fai trading e, a intervalli regolari (quattordici giorni, a volte meno), richiedi un payout. Il profit split va a te, la firm tiene il resto. Molte propongono un piano di scaling che aumenta il capitale nominale dopo diversi cicli profittevoli.

Il primo payout

È la tappa che conta davvero. Comporta una verifica dell’identità, la firma di un contratto da trader, a volte la fornitura di documenti fiscali, e un tempo di elaborazione. Un conto finanziato che non ha mai pagato è solo una riga in una dashboard: finché il primo bonifico non è arrivato, non hai verificato nulla della firm.

Conto simulato o capitale reale

La maggior parte delle prop firm retail fa operare i propri clienti su conti in ambiente simulato, anche dopo la fase di valutazione. Non si tratta necessariamente di una frode e in genere non è nascosto: le condizioni generali lo precisano, spesso in termini che meritano di essere letti.

Questo funzionamento ha implicazioni reali. I tuoi profitti non provengono da un conto di mercato identificato a tuo nome, ma da un calcolo contrattuale effettuato dalla firm sulla base del proprio flusso di prezzi. Ciò significa che esecuzione, slippage e spread dipendono da scelte interne; che la firm può modificare le proprie regole per i nuovi conti, o persino per quelli esistenti a seconda di come è redatto il contratto; e che il tuo payout viene pagato con la liquidità dell’azienda. Una parte delle firm copre comunque sul mercato reale le posizioni dei propri trader più costanti, il che allinea i loro interessi ai tuoi.

Da dove arriva il denaro versato ai trader

Tre fonti alimentano i payout. La prima, e di gran lunga la più importante per la maggior parte degli operatori, sono le quote di valutazione pagate dall’insieme dei candidati, la maggioranza dei quali fallisce. La seconda è la copertura reale del flusso dei trader performanti: la firm replica le loro posizioni sul mercato e incassa la propria quota del guadagno effettivo. La terza comprende ricavi accessori: reset, estensioni, opzioni a pagamento, affiliazione.

Una firm che vive solo della prima fonte dipende da un flusso continuo di nuovi iscritti. È un modello fragile, sensibile al rallentamento del marketing e a una serie di trader vincenti in contemporanea.

Le regole che decidono l’esito

Il livello di trading richiesto è raramente l’ostacolo. A eliminare sono le regole di contorno:

  • Drawdown giornaliero: calcolato sull’equity o sul balance, in intraday o alla chiusura. Una perdita flottante basta a violare un limite basato sull’equity, anche se la posizione torna poi in positivo.
  • Drawdown totale, statico o trailing: un trailing drawdown segue i tuoi massimi e sale con i guadagni. Rende mobile il margine di errore e sorprende i trader abituati a ragionare sul capitale iniziale.
  • Consistency rule: limita il peso di una giornata o di una posizione nel profitto totale. Blocca i payout più di quanto faccia fallire i challenge, il che la rende ancora più frustrante.
  • Restrizioni di esposizione: divieto di mantenere posizioni durante gli annunci macro, nel weekend o oltre un certo lotto cumulato.
  • Metodi vietati: martingala, arbitraggio di latenza, HFT, copy trading tra conti, gestione da parte di un terzo.

Queste regole non si leggono nella pagina di vendita. Si leggono nelle condizioni generali e nelle FAQ, prima dell’acquisto.

Che cosa non è una prop firm

Non è un broker, anche se alcune firm appartengono allo stesso gruppo di un intermediario: non apri un conto a tuo nome e non depositi fondi. Non è gestione per conto terzi: nessuno fa trading al posto tuo e tu non raccogli il denaro di nessuno. Non è un lavoro: nessun reddito fisso, nessuna tutela previdenziale, nessuna anzianità.

Sul piano regolamentare, la maggior parte di queste società non detiene fondi dei clienti ai sensi dei mercati finanziari e non rientra quindi nelle autorizzazioni previste per le imprese di investimento. La conseguenza è diretta: in caso di controversia o di insolvenza, non esiste alcun fondo di garanzia, e il ricorso si limita al diritto commerciale del paese in cui la società ha sede, spesso lontano.

A chi si addice questo modello

Il formato premia un trader che ha già un metodo stabile, un diario di trading su diversi mesi e una disciplina del rischio sufficiente a reggere sotto un vincolo di drawdown stretto. Per questo profilo, il challenge è un mezzo razionale per testare una dimensione di capitale fuori dalla portata di un conto personale, a costo limitato.

Per un trader non ancora costante, è l’opposto: pagare una valutazione equivale a finanziare la scoperta di un problema che qualche mese di demo avrebbe rivelato gratuitamente. La domanda giusta prima di acquistare non è «quale firm scegliere» ma «il mio sistema guadagna già denaro, in modo misurato, su un campione sufficiente?».

Tre verifiche prima di pagare

Controlla se la firm pubblica prove di payout recenti e verificabili, non solo screenshot. Leggi la clausola che descrive il calcolo del drawdown: è quella che deciderà il tuo fallimento. E cerca l’entità giuridica, la sua giurisdizione e la sua anzianità: una società di pochi mesi ti propone un contratto la cui esecuzione, invece, si estenderà su diversi anni.

Firm citate in questo articolo

FTMO

FTMO

Forex / CFDCryptoAzioni

88
Prezzo d'ingresso
79 €
Profit split
90 %
Dimensioni del conto
200 K
The5ers

The5ers

Forex / CFDFutures

86
Prezzo d'ingresso
39 USD
Profit split
100 %
Dimensioni del conto
250 K

Confronta le firm su criteri verificabili

Anzianità, entità giuridica, tipo di drawdown, storico dei payout: ogni dato è rilevato sul sito ufficiale della firm, con la relativa data.

Apri il comparatore

Domande frequenti

Una prop firm dà davvero denaro reale con cui fare trading?
Nella maggior parte dei casi, il trader opera su un conto in ambiente simulato, anche dopo il challenge. I profitti vengono calcolati contrattualmente e poi pagati dalla firm attingendo alla propria liquidità. Alcune firm, invece, coprono sul mercato reale le posizioni dei loro trader più costanti. Questo punto compare nelle condizioni generali e merita di essere letto prima dell'acquisto.
Si può perdere più della quota del challenge?
No. Non impegni alcun capitale personale sui mercati: il rischio finanziario si limita alla quota di valutazione e alle eventuali opzioni a pagamento. Il vero costo nascosto è la ripetizione: accumulare diversi tentativi falliti trasforma una spesa modesta in un budget significativo.
Serve uno status d'impresa per essere pagati da una prop firm?
La maggior parte delle firm versa i payout a un privato dopo la verifica dell'identità, ma non gestisce alcun obbligo fiscale al posto tuo. In Francia, questi redditi devono essere dichiarati, e la loro qualificazione dipende dalla regolarità e dal volume dell'attività. Un parere contabile è utile non appena i payout diventano ricorrenti.
Che differenza c'è tra una prop firm e un broker?
Presso un broker, apri un conto a tuo nome, depositi i tuoi fondi e tieni la totalità dei tuoi guadagni come delle tue perdite. Presso una prop firm, non depositi nulla, non possiedi il conto e percepisci una quota contrattuale dei profitti generati su un capitale che resta della società.
Quanto tempo serve per superare un challenge?
I formati senza limite di tempo sono diventati comuni, ma impongono spesso un numero minimo di giorni di trading. In pratica, un candidato che rispetta un rischio ragionevole per trade impiega diverse settimane a raggiungere un obiettivo dell'8-10%. Cercare di andare più veloce significa aumentare la size, quindi la probabilità di toccare il limite di perdita.

Informazioni sull'autore

Camille Berthier

Camille Berthier è la firma editoriale con cui Top Prop Firm pubblica le sue analisi e le sue recensioni di prop firm. Non è una persona fisica: è il nome dato a un'unica linea editoriale, applicata all'intero sito perché il lettore ritrovi gli stessi criteri, lo stesso vocabolario e lo stesso rigore da un articolo all'altro. Ogni contenuto firmato con questo nome segue la stessa regola: nessuna cifra che non provenga dalle schede dati verificate, nessuna raccomandazione influenzata da un rapporto commerciale, nessun dato colmato con una stima quando la verifica non è andata a buon fine.

La nostra metodologia

Nella stessa categoria

Tutti gli articoli