Una prop firm (proprietary trading firm) è una società che dà a trader indipendenti l’accesso a un capitale di trading, in cambio di una quota dei profitti realizzati. Nel modello online oggi dominante, questo accesso si paga: acquisti una valutazione chiamata challenge, in cui bisogna raggiungere un obiettivo di profitto senza superare rigidi limiti di perdita. In caso di successo, la firm apre un conto finanziato e ti riversa la maggior parte dei guadagni, per lo più dall’80 al 90% a seconda del profit split. In caso di fallimento, perdi la quota pagata, niente di più: nessun capitale personale è esposto ai mercati.
Due industrie dietro la stessa parola
Il termine copre due realtà che non hanno quasi nulla in comune. Le storiche società di trading per conto proprio operano sui mercati con il proprio bilancio, assumono trader dipendenti al termine di un processo di selezione rigoroso e non fanno pagare nulla ai candidati. Si entra con un colloquio, non con un pagamento, e si opera su un’infrastruttura istituzionale.
Il secondo mondo è quello delle prop firm retail online, apparse nella seconda metà degli anni 2010 e diventate un settore a tutti gli effetti. Qui nessuno legge il tuo CV: la selezione si basa unicamente su una performance misurata in un ambiente vincolato, e questa misura è a pagamento. Operatori come FTMO o The5ers hanno reso popolare il formato, oggi declinato da diverse centinaia di società. È questo il modello descritto di seguito, ed è quello a cui si riferisce la quasi totalità delle ricerche sull’argomento.
Che cosa acquisti esattamente
Un challenge non è né un investimento, né un prestito, né un deposito. Nessun capitale ti viene trasferito in alcun momento. Acquisti un servizio in due tempi: una valutazione del tuo trading sotto vincoli e poi, se la superi, un contratto che ti dà diritto a una frazione dei profitti generati su un conto fornito dalla firm.
La distinzione ha conseguenze pratiche. La quota non è recuperabile di diritto: molte firm la rimborsano con il primo payout, ma si tratta di una clausola commerciale, revocabile, non di una garanzia legale. Non possiedi il conto e non puoi mai prelevarne il «capitale», solo i profitti. E il tuo diritto a essere pagato è un credito verso una società commerciale: vale esattamente quanto vale la solidità di quella società.
Il percorso tipo, passo dopo passo
La valutazione
La fase 1 richiede generalmente un guadagno dell’8-10% del capitale nominale, senza superare una perdita giornaliera dell’ordine del 4-5% né una perdita totale che, a seconda della firm, va dal 5 al 12%. A questo si aggiunge spesso un numero minimo di giorni di trading, pensato per escludere il trader che raggiunge l’obiettivo con un’unica posizione sovradimensionata.
I formati in due fasi aggiungono una fase 2 con un obiettivo ridotto, spesso la metà del primo, e gli stessi limiti di perdita. L’intento dichiarato è verificare che la performance non sia stata un colpo di fortuna. I limiti di tempo, a lungo fissati a 30 e poi a 60 giorni, sono in gran parte scomparsi presso gli operatori più recenti, sostituiti da requisiti di attività minima.
Il conto finanziato
Una volta superata la valutazione, l’obiettivo di profitto scompare ma i limiti di perdita restano, a volte più severi. Il conto funziona per cicli: fai trading e, a intervalli regolari (quattordici giorni, a volte meno), richiedi un payout. Il profit split va a te, la firm tiene il resto. Molte propongono un piano di scaling che aumenta il capitale nominale dopo diversi cicli profittevoli.
Il primo payout
È la tappa che conta davvero. Comporta una verifica dell’identità, la firma di un contratto da trader, a volte la fornitura di documenti fiscali, e un tempo di elaborazione. Un conto finanziato che non ha mai pagato è solo una riga in una dashboard: finché il primo bonifico non è arrivato, non hai verificato nulla della firm.
Conto simulato o capitale reale
La maggior parte delle prop firm retail fa operare i propri clienti su conti in ambiente simulato, anche dopo la fase di valutazione. Non si tratta necessariamente di una frode e in genere non è nascosto: le condizioni generali lo precisano, spesso in termini che meritano di essere letti.
Questo funzionamento ha implicazioni reali. I tuoi profitti non provengono da un conto di mercato identificato a tuo nome, ma da un calcolo contrattuale effettuato dalla firm sulla base del proprio flusso di prezzi. Ciò significa che esecuzione, slippage e spread dipendono da scelte interne; che la firm può modificare le proprie regole per i nuovi conti, o persino per quelli esistenti a seconda di come è redatto il contratto; e che il tuo payout viene pagato con la liquidità dell’azienda. Una parte delle firm copre comunque sul mercato reale le posizioni dei propri trader più costanti, il che allinea i loro interessi ai tuoi.
Da dove arriva il denaro versato ai trader
Tre fonti alimentano i payout. La prima, e di gran lunga la più importante per la maggior parte degli operatori, sono le quote di valutazione pagate dall’insieme dei candidati, la maggioranza dei quali fallisce. La seconda è la copertura reale del flusso dei trader performanti: la firm replica le loro posizioni sul mercato e incassa la propria quota del guadagno effettivo. La terza comprende ricavi accessori: reset, estensioni, opzioni a pagamento, affiliazione.
Una firm che vive solo della prima fonte dipende da un flusso continuo di nuovi iscritti. È un modello fragile, sensibile al rallentamento del marketing e a una serie di trader vincenti in contemporanea.
Le regole che decidono l’esito
Il livello di trading richiesto è raramente l’ostacolo. A eliminare sono le regole di contorno:
- Drawdown giornaliero: calcolato sull’equity o sul balance, in intraday o alla chiusura. Una perdita flottante basta a violare un limite basato sull’equity, anche se la posizione torna poi in positivo.
- Drawdown totale, statico o trailing: un trailing drawdown segue i tuoi massimi e sale con i guadagni. Rende mobile il margine di errore e sorprende i trader abituati a ragionare sul capitale iniziale.
- Consistency rule: limita il peso di una giornata o di una posizione nel profitto totale. Blocca i payout più di quanto faccia fallire i challenge, il che la rende ancora più frustrante.
- Restrizioni di esposizione: divieto di mantenere posizioni durante gli annunci macro, nel weekend o oltre un certo lotto cumulato.
- Metodi vietati: martingala, arbitraggio di latenza, HFT, copy trading tra conti, gestione da parte di un terzo.
Queste regole non si leggono nella pagina di vendita. Si leggono nelle condizioni generali e nelle FAQ, prima dell’acquisto.
Che cosa non è una prop firm
Non è un broker, anche se alcune firm appartengono allo stesso gruppo di un intermediario: non apri un conto a tuo nome e non depositi fondi. Non è gestione per conto terzi: nessuno fa trading al posto tuo e tu non raccogli il denaro di nessuno. Non è un lavoro: nessun reddito fisso, nessuna tutela previdenziale, nessuna anzianità.
Sul piano regolamentare, la maggior parte di queste società non detiene fondi dei clienti ai sensi dei mercati finanziari e non rientra quindi nelle autorizzazioni previste per le imprese di investimento. La conseguenza è diretta: in caso di controversia o di insolvenza, non esiste alcun fondo di garanzia, e il ricorso si limita al diritto commerciale del paese in cui la società ha sede, spesso lontano.
A chi si addice questo modello
Il formato premia un trader che ha già un metodo stabile, un diario di trading su diversi mesi e una disciplina del rischio sufficiente a reggere sotto un vincolo di drawdown stretto. Per questo profilo, il challenge è un mezzo razionale per testare una dimensione di capitale fuori dalla portata di un conto personale, a costo limitato.
Per un trader non ancora costante, è l’opposto: pagare una valutazione equivale a finanziare la scoperta di un problema che qualche mese di demo avrebbe rivelato gratuitamente. La domanda giusta prima di acquistare non è «quale firm scegliere» ma «il mio sistema guadagna già denaro, in modo misurato, su un campione sufficiente?».
Tre verifiche prima di pagare
Controlla se la firm pubblica prove di payout recenti e verificabili, non solo screenshot. Leggi la clausola che descrive il calcolo del drawdown: è quella che deciderà il tuo fallimento. E cerca l’entità giuridica, la sua giurisdizione e la sua anzianità: una società di pochi mesi ti propone un contratto la cui esecuzione, invece, si estenderà su diversi anni.
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Apri il comparatoreDomande frequenti
Una prop firm dà davvero denaro reale con cui fare trading?
Si può perdere più della quota del challenge?
Serve uno status d'impresa per essere pagati da una prop firm?
Che differenza c'è tra una prop firm e un broker?
Quanto tempo serve per superare un challenge?
Informazioni sull'autore
Camille BerthierCamille Berthier è la firma editoriale con cui Top Prop Firm pubblica le sue analisi e le sue recensioni di prop firm. Non è una persona fisica: è il nome dato a un'unica linea editoriale, applicata all'intero sito perché il lettore ritrovi gli stessi criteri, lo stesso vocabolario e lo stesso rigore da un articolo all'altro. Ogni contenuto firmato con questo nome segue la stessa regola: nessuna cifra che non provenga dalle schede dati verificate, nessuna raccomandazione influenzata da un rapporto commerciale, nessun dato colmato con una stima quando la verifica non è andata a buon fine.
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