Il profit split è la quota dei guadagni che ti spetta in occasione di un payout convalidato; il resto rimane alla firm. Il mercato si è stabilizzato intorno al 70-90% per il trader, con offerte al 100% su un primo versamento o vendute come opzione a pagamento. Lo scaling indica il meccanismo che fa evolvere questa percentuale, la dimensione del capitale assegnato o entrambi, quando resti in profitto per più cicli. Punto controintuitivo: uno split elevato presso una firm che paga ogni trenta giorni rende spesso meno di uno split medio versato ogni settimana, perché il tempo di esposizione conta quanto la percentuale.
Cosa copre la percentuale, e cosa ignora
Uno split dell’80% si applica al profitto netto, dopo commissioni, spread e costi di finanziamento. Due firm che dichiarano la stessa percentuale non versano quindi la stessa cifra se le loro condizioni di esecuzione differiscono.
Si applica inoltre a un profitto calcolato al di sopra di un punto di riferimento. Presso la maggior parte degli operatori, questo punto è il saldo iniziale del conto, ripristinato dopo ogni payout: vieni pagato solo sul nuovo profitto generato dall’ultimo versamento. Una serie di mesi negativi seguita da un mese positivo non dà diritto a nulla finché il conto non è tornato sopra il punto di partenza: è la logica dell’high water mark, la stessa della gestione collettiva.
Infine, lo split non dice nulla di tre elementi che pesano molto sul netto percepito: le commissioni di prelievo, il tasso di cambio applicato e i tempi di elaborazione. Uno scarto di cambio di due punti annulla da solo la differenza tra l’80 e l’82%.
Frequenza e affidabilità prima della percentuale
Passare dall’80 al 90% aumenta il tuo reddito del 12,5% a parità di performance. Passare da una firm che paga a una firm che non paga moltiplica il tuo reddito per zero. L’ordine di priorità è quindi sempre lo stesso: affidabilità, poi frequenza, poi percentuale.
La frequenza merita un ragionamento preciso. Qualsiasi profitto lasciato su un conto simulato resta esposto a due rischi distinti: il tuo drawdown, che può cancellare diverse settimane di lavoro in una sessione, e il rischio di controparte, cioè la capacità della firm di onorare i propri impegni tra tre mesi. Prelevare spesso significa convertire regolarmente una performance virtuale in denaro reale, e ridurre entrambi i rischi in un colpo solo.
Questa scelta ha una contropartita onesta: poiché il saldo viene riportato al livello iniziale dopo ogni versamento, prelevare spesso ti priva del cuscinetto accumulato sopra il limite di perdita. Fai quindi trading più spesso con un margine di errore minimo. La risposta pratica non è lasciare il profitto fermo, ma ridurre la dimensione delle posizioni nelle sessioni che seguono un payout.
Un caso numerico, puramente illustrativo: due offerte, una al 90% con un ciclo di trenta giorni, l’altra all’80% con un ciclo di sette giorni. A parità di profitto trimestrale, la prima versa di più in valore lordo. Ma ti fa sopportare il rischio di perdere il conto per un tempo tre volte più lungo tra un incasso e l’altro. Su un anno che comprende un mese negativo, e ce n’è sempre uno, la seconda finisce regolarmente davanti.
I meccanismi di scaling, uno per uno
Lo scaling sul capitale
Il modello più diffuso: a intervalli regolari, se hai raggiunto un guadagno cumulato minimo su più cicli senza violazioni, il capitale assegnato aumenta di un livello. Gli ordini di grandezza del settore si aggirano intorno a un guadagno cumulato dell’8-10% su tre o quattro mesi per far scattare un livello, con un tetto di allocazione complessivo. Operatori affermati come FTMO o The5ers hanno contribuito a diffondere questo tipo di progressione a livelli, oggi ripresa quasi ovunque.
La trappola si trova nel drawdown. Se il limite di perdita resta espresso nel valore assoluto ereditato dal conto iniziale mentre il capitale raddoppia, il tuo margine di errore espresso in percentuale si dimezza. Uno scaling presentato come una ricompensa può quindi, in pratica, inasprire le condizioni di trading. Verifica sempre se il drawdown cresce in proporzione al capitale.
Lo scaling sullo split
La percentuale sale a livelli man mano che i payout vengono convalidati, tipicamente qualche punto per livello, con un tetto. È il meccanismo più leggibile e con meno trappole, a condizione che il contatore non venga azzerato al primo ciclo senza payout.
Lo scaling tramite allocazione esterna
Alcuni programmi annunciano, oltre un certo livello, il passaggio a un capitale reale o a un’allocazione gestita. È raro, selettivo, e le condizioni sono raramente pubbliche. Tratta queste promesse come un argomento di marketing finché non hai visto i criteri per iscritto.
Le condizioni che annullano un piano di scaling
Un piano di scaling si valuta dalle sue condizioni di fallimento, non dalla sua promessa. Le clausole che ricorrono più spesso:
- azzeramento del contatore non appena un ciclo si chiude in perdita, il che rende il livello irraggiungibile per un trader la cui performance è irregolare;
- obbligo di non prelevare tra due livelli, che ti costringe a scegliere tra denaro oggi e una progressione ipotetica domani;
- giorni di trading minimi per ciclo, che penalizzano gli stili selettivi;
- perdita del livello dopo un periodo di inattività o una violazione minore delle regole;
- tetto di allocazione complessivo per trader, su tutti i conti, spesso nascosto nelle condizioni generali.
Quest’ultima clausola merita una verifica sistematica: determina il tetto di reddito realmente raggiungibile presso la firm, qualunque sia la tua performance.
Le opzioni a pagamento che comprano split
Gli add-on (split superiore, drawdown più ampio, payout accelerato, eliminazione di una regola) si pagano all’acquisto del challenge, sotto forma di supplemento sul prezzo. La questione della redditività è semplice: questo supplemento si recupera solo dopo un volume significativo di payout, quindi unicamente nello scenario in cui superi la valutazione e resti funded per diversi mesi.
Comprato prima della fase 1, un add-on sullo split è quindi una scommessa sul tuo stesso successo, pagata nel momento in cui la probabilità di successo è più bassa. Le opzioni che riducono il rischio di fallimento (drawdown più ampio, eliminazione di un vincolo di tempo) hanno una logica molto migliore di quelle che aumentano la remunerazione di un conto che non hai ancora.
Confrontare due offerte in cinque punti
- Affidabilità: anzianità, volume di payout documentato, modo in cui sono state gestite le controversie pubbliche.
- Frequenza effettiva: ciclo annunciato, punto di partenza del contatore, giorni di trading minimi, tempi di elaborazione riscontrati.
- Split netto: percentuale, meno commissioni di prelievo, meno scarto di cambio.
- Scaling raggiungibile: le condizioni sono compatibili con il tuo stile e la tua frequenza di trading reali, o con un profilo teorico?
- Regole di annullamento: consistency rule espressa in cifre o discrezionale, clausole di revisione del conto.
I segnali che devono farti fare un passo indietro
Uno split permanente del 100% non esiste economicamente: la firm deve finanziarsi, quindi si remunera altrove, con commissioni d’ingresso elevate, reset frequenti, regole pensate per farti fallire. Un piano di scaling aggressivo annunciato senza condizioni pubbliche, una comunicazione incentrata sulle commissioni di affiliazione anziché sui trader finanziati, condizioni generali modificate senza uno storico delle versioni: questi tre elementi predicono un futuro problema di payout meglio di qualsiasi percentuale dichiarata.
A parità di performance, la firm che ti restituirà di più è raramente quella che mostra il numero più grande nella sua homepage.
Firm citate in questo articolo
Confronta le firm su criteri verificabili
Anzianità, entità giuridica, tipo di drawdown, storico dei payout: ogni dato è rilevato sul sito ufficiale della firm, con la relativa data.
Apri il comparatoreDomande frequenti
Un profit split del 90% è meglio di uno split dell'80%?
Come funziona un piano di scaling?
Lo scaling rende il trading più facile?
Conviene comprare un add-on per aumentare lo split?
Perché il saldo riparte da zero dopo un payout?
Informazioni sull'autore
Camille BerthierCamille Berthier è la firma editoriale con cui Top Prop Firm pubblica le sue analisi e le sue recensioni di prop firm. Non è una persona fisica: è il nome dato a un'unica linea editoriale, applicata all'intero sito perché il lettore ritrovi gli stessi criteri, lo stesso vocabolario e lo stesso rigore da un articolo all'altro. Ogni contenuto firmato con questo nome segue la stessa regola: nessuna cifra che non provenga dalle schede dati verificate, nessuna raccomandazione influenzata da un rapporto commerciale, nessun dato colmato con una stima quando la verifica non è andata a buon fine.
La nostra metodologia